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Bruzzano Zeffirio PDF Stampa E-mail
In questa sezione viene presentata una scelta antologica di documenti che riguarda l’asilo “Venezia” di Bruzzano Zeffirio, uno dei primi "asili-modello" aperti dall’ANIMI in Calabria.

I documenti sono ordinati secondo un percorso di lettura che consente di ricostruire le vicende dei primi anni di vita de "La casa dei bambini". È possibile, inoltre, approfondire tali vicende consultando ulteriori documenti dell’archivio ANIMI ad esse collegati. È disponibile, infine, per meglio conoscere i luoghi, una serie di immagini della Bruzzano Zeffirio di allora.


L’11 settembre del 1911 l’ANIMI aprì un asilo a Bruzzano Zeffirio, un piccolo paese della Locride situato alle pendici dell’Aspromonte calabrese. L’asilo, costruito con i fondi raccolti dai Comitati Veneto-Trentino e Lombardo per i danneggiati del terremoto del 1908, venne completato nel 1910, ma per mancanza di insegnanti sarà aperto l’anno successivo, come riporta una memoria del 1914. Sono questi anni carichi di difficoltà e di incertezze, in cui la stessa erezione dell’asilo in Ente Morale è fonte di conflitti e incomprensioni con i rappresentanti degli Enti locali.

Intimamente connessa con le vicende dell’asilo è la costruzione di quattro casette edificate con i fondi dei Comitati per il terremoto che, destinate inizialmente alle locali congregazioni di carità, saranno poi affidate all’ANIMI che le utilizzerà per finanziare l’asilo stesso. Le casette rappresentarono, infatti, fino al 1922, anno in cui furono vendute, un’autonoma fonte di reddito per la gestione della Casa dei bambini.

Una rendita preziosa, dal momento che la situazione finanziaria dell’asilo, fin dalla sua apertura, risultò precaria. I resoconti e la documentazione finanziaria dei primi anni di gestione attestano la scrupolosa amministrazione da parte dell’Associazione, ma anche la fragilità dei bilanci, raramente integrati dalle donazioni delle istituzioni statali o degli enti locali.

Nonostante i continui problemi finanziari, l’asilo offrì una risposta efficace ai bisogni della popolazione ed in particolare di quella più povera. La cura dell’ambiente scolastico, l’attenzione con cui gli insegnanti seguivano i bambini, stimolandone intelligenza e creatività, sono testimoniate dal disegno di una bimba presente all’interno dei documenti che trattano della vita quotidiana dell'asilo.

Nelle carte custodite nell’Archivio è presente, poi, una serie di documenti che illuminano sulla condizione e la figura delle maestre che gestivano ed animavano le case dei bambini. L’episodio, qui ricostruito, relativo al ritorno delle suore a Bruzzano Zeffirio al posto delle insegnanti laiche, è solo apparentemente marginale, in realtà, per la rilevanza data alla vicenda ed i personaggi coinvolti, tocca un nodo cruciale dell’attività dell’ANIMI. Il pregiudizio negativo che circondò le maestre, contro le quali si levò la popolazione locale e non solo, è un’ulteriore testimonianza dell’azione pioneristica ed innovatrice dell’Associazione nei suoi primi anni di attività nel Mezzogiorno.