Ti trovi in: Home Le case dei bambini Villa San Giovanni
Villa San Giovanni PDF Stampa E-mail
In questa sezione viene presentata una scelta antologica di documenti che riguarda l’asilo “Genova Firenze” di Villa San Giovanni, uno dei tre "asili-modello" aperti dall’ANIMI in Calabria.

I documenti sono ordinati secondo un percorso di lettura che consente di ricostruire le vicende dei primi anni di vita de "La casa dei bambini". È possibile, inoltre, approfondire tali vicende consultando ulteriori documenti dell’archivio ANIMI ad esse collegati. È disponibile, infine, per meglio conoscere i luoghi, una serie di immagini d'epoca di Villa San Giovanni.

 

Nel gennaio del 1914 l’ANIMI aveva aperto a Villa San Giovanni la casa dei bambini “Genova Firenze”. Dei primi tre asili edificati in Calabria dall’Associazione fu, questo, il progetto più ambizioso. L’edificio, realizzato grazie ai fondi raccolti dai Comitati genovese e fiorentino di soccorso per i terremotati del 1908, era stato costruito in cemento. Composto di quattro grandi aule oltre agli alloggi per le maestre, e tutti i servizi necessari, poteva ospitare circa 100 bambini; e, certamente era, all’epoca, il più grandioso edificio scolastico della provincia. Su di esso, come traspare da una relazione di Aiace Alfieri si appuntò in particolar modo l’attenzione dell’Associazione, al fine di dar vita ad un modello di asilo inteso come “focolare di elevazione morale” in un ambiente caratterizzato da condizioni di povertà naturale e di dolorosa miseria organica. Il maggiore investimento economico da parte dei Comitati e la disponibilità di un edificio ampio e moderno furono probabilmente una delle ragioni del contrasto che insorse con il Comune di Villa San Giovanni che non si mostrò propenso ad accettare l’autonomia che l’Associazione volle garantire all’asilo attraverso la sua erezione in Ente Morale. Nonostante le difficoltà e i ritardi nell’inaugurazione, la casa dei bambini costituì una presenza importante nella vita della comunità, come attestano i documenti relativi agli aspetti della vita quotidiana dell’asilo. Tra essi di particolare rilievo è la corrispondenza intercorsa tra Leopoldo Franchetti, Umberto Zanotti Bianco e Giorgio D’Oria. Lo straordinario numero delle domande d’iscrizione pervenute subito dopo l’apertura dell’asilo - circa 160 rispetto alle 40 previste - testimonia la dimensione concreta del bisogno della popolazione locale, cui queste opere dell’Associazione in Calabria fornirono una prima efficace risposta.